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Diario di bordo:
da Morano, al Piano di Novacco, al Piano di Masistro
prima puntata

E’ innato nell’uomo il desiderio di scoprire nuove terre, posti inesplorati, terre sconosciute, fuggire dai ritmi frenetici che il sistema quotidianamente ci impone per“avvicinarsi” alle bellezze naturali. E’ anche vero che, spesso ci si allontana in luoghi lontani, tralasciando le meraviglie del nostro territorio , ahimè, poco conosciuto e abbandonato dai propri abitanti. Ed è per questo che un vecchio forestale, grande conoscitore e amante del Pollino ha invitato la redazione di Klichè ad intraprendere un favoloso “viaggio” attraverso i gioielli del Parco Nazionale del Pollino. Partenza all’alba del 13 giugno da Cosenza ed arrivo intorno alle otto nel “paesino” di Morano Calabro caratteristico per il suo centro storico abbarbicato su una collina conica, dove si può avere l’impressione di trovarsi davanti ad un bellissimo presepe. Sosta nel paese, dove due grandi conoscitori del territorio del Parco, amorevolmente hanno accompagnato i cinque viaggiatori in questa nuova e entusiasmante avventura. Alle ore nove partenza da Morano Calabro attraverso la Piana di Campotenese, il Pianoro di Campizzo, varcando dolcemente verso Piani di Novacco (1315 m) un altopiano naturale, situato nel comune di Saracena, di grande impatto estetico e con ampie superfici boschive. Lungo il tragitto si trovano rifugi realizzati dal Corpo Forestale, che consentono il pernottamento ai turisti. Oltrepassando il Pianoro di Valle dell’Erba si arriva ad una spettacolare radura incorniciata da un bosco di faggi secolari, i Piani di Masistro,i mmensa radura circondata da boschi, dove è possibile fare escursioni, contemplare, in particolare nel mese di giugno la splendida fioritura di orchidee, margherite, trifogli e vegetali in genere. Presenti estesi pascoli, fittati dal comune di Saracena a pastori, che praticano la pastorizia nei mesi estivi. Nel Piano di Masistro un evento “inusuale” ha suscitato meraviglia ai nostri viaggiatori : l’arrivo di una muta di cani attenta ad inseguire un animale selvatico indefinito. La specie si è accostato verso i viaggiatori, dando la possibilità al fotografo e suo figlio di mitizzare l’evento con un safari fotografico. Finalmente si è compreso che si tratta de capriolo del Pollino (Capreolus), il quale oggi, è presente in un’area ridotta del Parco Nazionale del Pollino con una funzione ecologica molto importante per l’ecosistema del Parco, in quanto, preda dell’unico carnivoro presente sul territorio: il lupo.

Lucia Cava

 
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