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Diario di bordo: da Morano, al Piano di Novacco, al Piano di Masistro seconda puntata
Dai Piani di Masistro percorrendo la strada che congiunge il centro abitato del comune Saracena con il Piano di Novacco, i nostri visitatori sono diretti presso il paesino di Morano Calabro, di cui si è parlato nella precedente puntata. Lungo la suddetta strada incontrano dei pastori, che accompagnavano la loro numerosa mandria di bovini ed equini, presi in fitto dal comune di Saracena, Ente proprietario, in direzione al pascolo di Masistro. Detta mandria pascolerà nei floridi pascoli fino alla fine del mese di ottobre, per poi ridiscendere nei pascoli di pianura, dove resterà fino al mese di giugno del successivo anno. A Morano Calabro i nostri pionieri sostano per una pausa pranzo, presso casa di vecchi amici del “vecchio forestale”, pranzo veramente genuino, costituito da produzioni agricole locali prodotti nell’area del Pollino, ottimi formaggi stagionati, salumi, accompagnati dal famoso vino casereccio del Pollino. Al pomeriggio l’ itinerario continua. Dal centro abitato di Morano Calabro, percorrendo la dirupata e il valico di Campotenese (SS 19), i nostri “globe-trotter” giungono al Piano di Ruggio. Lungo la strada suddetta, forte è lo stupore nell’osservare “in vicinanza”i maestosi pini loricati, radicati e abbarbicati sul versante meridionale del Massiccio del Pollino. Dal Piano di Ruggio, percorrendo un breve tragitto a piedi, i pellegrini si spingono fino al Belvedere di Malvento. Da segnalare che, lungo il sentiero nelle radure della meravigliosa “faggeta”, oltre a fiori di campo, peculiare attrattiva è la vista della famosa “pianta genziana del Pollino, nota per le virtù terapeutiche e digestive. Nelle immediate vicinanze del suddetto Belvedere di Malvento, infonde ammirazione la vista del maestoso “faggio dei sette fratelli”. Si tratta di una pianta costituita da sette elementi di origine quasi certamente agamica, che nel loro sviluppo si sono uniti in diversi punti, attraverso un processo di “anastomosi”, fino a formare l’attuale pianta. Al Belvedere si è contemplata una piccola parte della “biocora del mediterraneo”, dove a sud- est si avvistano i monti della presila cosentina, a sud- ovest i monti dell’Orsomarso e nel mezzo l’ampia valle del Crati, nonché i celebri pini loricati abbarbicati sulle rocce.
Lucia Cava
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